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icoLa patata, regina della tavola

Oggi vengono formulate  diverse ipotesi a riguardo della sua introduzione: c’è chi afferma che sia giunta in Piemonte solo nel 1803, per mano dell’agronomo Vincenzo Virginio e chi invece sostiene che fosse già diffusa nella seconda metà del secolo XVII. La storia racconta  che un valdese, tale Antoine Seignoretm fece conoscere questo tubero agli albori del 1700 nel ducato del Württemberg, donandolo al Pastore Enrico Arnaud. I tedeschi, in un primo tempo, coltivarono la patata solo per l’alimentazione del bestiame, anche perché i medici locali sostenevano che tale alimento fosse dannoso per la salute e causasse capogiri e stordimenti (in effetti la solanina, presente soprattutto nelle foglie e nei germogli, può diventare tossica se il tubero non è correttamente conservato in luoghi freschi e asciutti).  Il farmacista francese Parmentier nella seconda metà del Settecento venne premiato per  aver promosso l’utilizzo in cucina della patata, che divenne il cibo dei poveri e permise di sfamare  tante famiglie.
Questo tubero costituiva anche un’importante merce di scambio nei fondovalle, dove veniva ceduta soprattutto come “seme” per l’annata successiva, in cambio di prodotti che in montagna non crescevano o non potevano essere coltivati (ad es. castagne, mele, pere...).

 

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