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icoL’anè, punto di incontro tra passato e presente

Inevitabile è un confronto tra l’alta tecnologia di oggi e di mestieri del passato. I manufatti degli artigiani di un tempo avevano la caratteristica fondamentale di tutte le opere fatte a mano: l’unicità.
Nei prodotti moderni la perfezione tecnica è talmente evoluta che ogni opera non è più distinguibile da un’altra. Ogni opera del passato era il prodotto  di un’arte incomparabile derivante da anni e anni di pratica quotidiana, di artigiani appassionati che con pochi mezzi creavano grazie al proprio ingegno ed alla propria fantasia. Un  esempio, simbolo di questa grande manualità è l’anè  o manutengola, uno degli utensili più semplici e funzionali che la cultura montanara e contadina in genere abbia mai saputo produrre, affinandone le forme con l’uso e la sperimentazione quotidiana. Serve per legare qualsiasi cosa: le balle di fieno o di paglia, le fascine, i pesi sulla soma del mulo.
La sua utilità consiste nel poter legare e slegare rapidamente e semplicemente la funicella ad esso collegata, anche quando questa si sia irrigidita per la pioggia o aggrovigliata per i ripetuti scrolloni di un trasporto a spalle o a dorso di quadrupede.
“L’anè”, è un umile oggetto, scelto dall’Ecomuseo Colombano Romean gestito dal Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand come proprio simbolo con l’intento di annodare il presente tecnologico e frenetico con un passato da recuperare nei suoi più attuali significati.



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