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icoMaestri di montagna

Di primaria importanza per le Comunità era il mestiere del maestro di montagna: nel 1700 il livello d’istruzione delle alte vallate era molto superiore a quello delle zone di fondo valle e di pianura. I capi famiglia ingaggiavano e pagavano i maestri per istruire i giovani durante l’inverno. Anzi, proprio dalle vallate degli Escartons migravano stagionalmente i maestri di scuola che scendevano in Provenza o nel Delfinato.
Il Delacroix in un brano del 1835 descrive “questi maestri brianzonesi, che in qualche fiera d’autunno si vedono passeggiare in mezzo alla gente ed al bestiame di ogni specie, con una penna sul cappello che ne indica l’arte ed il desiderio di ingaggiarsi per l’inverno a prezzo da convenirsi.  Essi insegnano a classi diverse durante il giorno e non si rifiutano di rendere servizi domestici nel tempo libero...”
Anche Victor Hugo nel romanzo i  “Miserabili” cita la figura dei maestri del Queyras: “Siccome un paesetto di dodici, quindici famiglie non può sempre mantenere un maestro, hanno maestri di scuola pagati da tutta la valle, che percorrono i villaggi e passano otto giorni in questo e dieci in quello, insegnando. Questi maestri di montagna si recano alle fiere ed io li ho veduti. Si riconoscono dalle penne da scrivere nel nastro del cappello. Quelli che insegnano soltanto a leggere hanno una penna,quelli che insegnano la lettura e il calcolo ne hanno due e quelli che insegnano la lettura, il calcolo ed il latino, tre...”.



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