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CasteldelfinoLa scelta dei materiali

Nelle aree più povere  di arbusti (Escartons di Casteldelfino e Pragelato) i muri venivano realizzati interamente in pietra  ed in tal senso avveniva una selezione per cui i massi più lunghi e resistenti venivano messi da parte  per essere  destinati alle parti  d’angolo, così da render la struttura più solida. Le superfici murarie erano tendenzialmente a vista per le parti del fabbricato che avevano bisogno di essere  più asciutte e perennemente ventilate quali i fienili o in generale gli essiccatoi di graniglie. Le stalle e le porzioni abitate, invece, erano spesso intonacate, al fine di trattenere il caldo all’interno.
Le zone più provviste di alberi (Escarton di Oulx) sono state caratterizzate dalla presenza di abitazioni i cui muri erano misti. Si usava la pietra per i piani bassi mentre quelli superiori, adibiti a fienili, erano costituiti di pareti semplici di legno.  
Nelle terre degli Escarton si possono trovare due sostanziali tipologie di pareti in legno. La prima utilizza travetti sovrapposti  orizzontalmente e bloccati nei punti d’angolo attraverso il sistema a Blockbau, (soprattutto nel Queyras e qualche caso in Alta Val Susa). La seconda, molto più semplice, è costituita di assiti inseriti in montanti angolari (molto diffuso in Alta Val Susa).  Nel Queyras si trovano delle tipologie di muratura mista  del tipo a colombage, in cui si usano controventature in legno per la struttura e pietrisco misto a malta di calce per il  tamponamento.  
Sulle  superfici murarie  intonacate spesso si usava commissionare ad artisti di passaggio degli  affreschi votivi che riportassero figure  di santi cari alla famiglia.
Nella fascia più a Sud, comprendente l’Escarton di Casteldelfino, il manto di copertura  era costituito esclusivamente di lose, elementi quadrati di circa 80-100 cm di lato ricavate dallo smembramento in lastre orizzontali della pietra presente sul territorio.
Esse venivano posate su una travatura in legno di larice a formare quindi  delle falde che spesso coprivano aree cortilizie contenute nella sagoma stessa dell’abitazione.
Questi spazi servivano a potersi spostare da un ambiente all’altro della dimora senza dover mai passare in aree scoperte,  utili soprattutto nel periodo invernale.  La parte di colmo posta a sbalzo sul cortile era sostenuta in molti casi da una colonna di pietre che poteva arrivare ad un’altezza pari a 12 metri. La presenza di questa colonna viene rilevata altresì in alcune abitazioni del Queyras (St. Véran)
Nella fascia più settentrionale comprendente l’Escarton di Oulx il manto di copertura è caratterizzato esclusivamente dalla presenza di scandole in legno di lunghezza sino a 1,5 m.
Le scandole venivano tagliate seguendo le vene del tronco, le quali, utilizzate dall’albero per far scorrere la linfa, diventavano dei perfetti canali per far defluire l’acqua piovana.
Nella fascia centrale comprendente l’Escarton di Pragelato e quello del Queyras viene rilevata la presenza di entrambi i materiali da copertura.

 

Bellino, forno / four



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