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La cristianizzazione

Il Cristianesimo nelle valli degli Escartons vide probabilmente le sue origini con il passaggio delle truppe romane alla conquista delle Gallie e trovò, nei secoli successivi, abili messaggeri in mercanti e viaggiatori. Alcuni soldati romani erano cristiani. Grande devozione è ancor oggi riservata ai militi della legione Tebea (San Lorenzo, San Chiaffreddo, San Magno, Sant’Ippolito…); ad essi sono dedicate chiese, cappelle ed affreschi sui piloni votivi.  Secondo la tradizione più diffusa, nel 286 fu inviato nelle valli alpine un contingente di legionari provenienti dalla Tebaide, in Egitto, con l’ordine di perseguitare i discepoli di Cristo. Quando conobbero lo scopo della loro missione quei soldati si rifiutarono di eseguire gli ordini, e di fronte alla loro ribellione l’Imperatore Massimiano ne decretò la decimazione.
La fede cristiana si appropriò delle feste sacre e delle  devozioni precedenti caratterizzandole con significati insiti nella propria cultura: creò le condizioni perché un vecchio culto a poco a poco venisse interpretato con la morale e i caratteri della nuova religione ormai predominante. Tutto ciò condusse alla conservazione nelle società pastorali di tradizioni che, immutate da secoli, si tramandano fino ai giorni nostri.
Ne sono un esempio i fuochi di San Giovanni: attraverso le ceneri dei falò accesi la notte del 24 Giugno vengono fatti passare gli animali, prima di salire ai pascoli montani, per proteggerli dalle malattie. Il vero significato del rituale è legato al culto precristiano del sole: l’accensione dei fuochi voleva prolungare la durata del giorno anche quando, passato il solstizio d’estate, le giornate cominciavano ad accorciarsi. La prima data certa dell’avvento del cristianesimo sulle montagne della Val Susa è il 30 gennaio 726, quando Abbone, Governatore di Susa e della Maurienne, fondò l’Abbazia dei Santi Apostoli Pietro e Andrea a Novalesa. Alla novella abbazia vennero fatte numerose donazioni destinate ai monaci ed ai poveri che esse avrebbero assistito: dalla Valle di Susa alla Val Cenischia, dal Moncenisio alla campagna di Grenoble, a Vienne, a Lione, da Briançon ad Embrun, da Gap a Sisteron, da Marsiglia a Toulon. All’invasione dei Saraceni nel 906 corrisponde il declino dell’Abbazia della Novalesa. L’Abbazia fu saccheggiata e distrutta e, pur risorgendo in seguito, non ritornò all’antico splendore.



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