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icoDalla fine politica degli Escartons all’Europa

La vita secolare degli Escartons venne messa in discussione a causa della guerra di successione spagnola. Seguendo una politica diversa, il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia si scontrò militarmente con Luigi XIV. La guerra coinvolse tutto il territorio fino a Torino che, cinta d’assedio dai francesi, venne soccorsa dal Principe Eugenio di Savoia al comando di truppe austriache. La guerra ritornò sulle montagne e nell’agosto del 1708 il forte francese del Mutin di Fenestrelle si arrese aprendo di fatto le porte all’invasione dell’esercito austro-savoiardo. Nel 1713, con il Trattato di pace firmato ad Utrecht, l’unità, l’omogeneità e la cooperazione secolare degli Escartons vennero spezzate in quanto Oulx, Pragelato e Casteldelfino furono ceduti a Vittorio Amedeo II che si fregiò del titolo di Re (di Sicilia, trasformato nel 1720 in Re di Sardegna). Di fatto, seguendo il principio di portare la frontiera sullo spartiacque alpino evitando così di avere pericolose teste di ponte verso la Francia o verso la Pianura Padana,  trentadue comunità  su cinquantuno si trovarono assoggettate ai Savoia.
Sul territorio francese le transazioni vennero regolarmente confermate da tutti i monarchi che si succedettero sul trono di Francia fino a Luigi XVI, mentre sul versante piemontese solo nel 1737 Carlo Emanuele II confermò gli antichi privilegi.
Ulteriori colpi all’identità degli Escartons vennero portati dalla Rivoluzione Francese che abolì le antiche prerogative (proprio in nome della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza) e dalla conseguente Restaurazione che confermò la divisione territoriale. L’appartenenza a due stati diversi comportò, come diretta conseguenza, un lento abbandono alle pratiche utilizzate in modo unitario nei secoli precedenti, con un altrettanto lento adeguarsi alle leggi, alla lingua e alle consuetudini dello stato di appartenenza. Tendenza che si confermò inesorabile soprattutto nel periodo tra le due grandi guerre del Novecento, malgrado numerosi scambi dovuti ai flussi dell’emigrazione stagionale verso la Francia. La seconda guerra mondiale, in particolare, venne vissuta in modo drammatico poiché improvvisamente due anime che si consideravano “sorelle” e figlie di una sola cultura, vennero contrapposte l’una all’altra.

Una finestra sull’Europa.
Con la formazione dell’Europa unita e con la sempre più rinnovata attenzione alle minoranze ed alle culture locali, si apre una nuova pagina della storia degli Escartons. Sulle ali del vento che rivaluta gli usi e le tradizioni localizzate e fortemente radicate sul territorio, grazie anche ai fondi europei appositamente stanziati, diversi enti italiani e francesi, nonché molte associazioni,  stanno lavorando insieme, come un tempo, per ricostruire e per diffondere il patrimonio culturale che li accomuna, rappresentato dall’esperienza degli Escartons.



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