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La "democrazia" delle Alpi

Nel XIV secolo sui territori di Briançon del Queyras, di Oulx, Pragelato e di Casteldelfino maturò una nuova esperienza politica e amministrativa. Essa nasceva dall’esigenza manifestata dalla popolazione (il territorio, pur non essendo molto vasto, contava più di quarantamila abitanti) di salvaguardare gli interessi e la sicurezza delle comunità locali, il cui riconoscimento ufficiale venne sancito a Beauvoir-en-Royans  il 29 maggio 1343 con la sottoscrizione della “Grande Charte” tra il Delfino Umberto II e i rappresentanti delle Comunità. Le transazioni stipulate prevedevano, anticipando di diversi secoli le principali leggi costituzionali del mondo moderno, il riconoscimento agli abitanti dei cinque “Escartons” di libertà fondamentali quali: libero movimento all’interno del territorio, il diritto alla proprietà privata (riconosciuta anche alle donne), una partecipazione popolare per l’elezione dei propri rappresentanti, la stesura e l’applicazione di nuove leggi civili e penali, una mirata gestione territoriale (uso delle acque e delle foreste), la ripartizione delle tasse. Per contro al Delfino le comunità locali conferivano collettivamente un’elargizione di 12.000 fiorini d’oro accanto a una rendita annuale di 4.000 ducati da versare il 2 febbraio di ogni anno, giorno della purificazione della Vergine.
Democraticamente, ogni anno i capi famiglia dei vari paesi si riunivano in consiglio per scegliere ed eleggere un proprio rappresentante, il console, che guidasse la comunità svolgendo i diversi compiti amministrativi.
Il 31 marzo del 1349, il Delfino Umberto II, rimasto senza eredi, intraprese la vita monastica e vendette i suoi possedimenti al re di Francia Filippo VI di Valois. Da allora lo stemma del delfino venne abbinato al giglio di Francia.



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