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Un crocevia ad alta quota

Verso le Valli Chisone e Susa.
Nel corso dei secoli, rispetto alle vicende che segnarono la storia degli Escartons di Oulx e Pragelato, Casteldelfino si ritrovò un po’ in disparte, per la sua posizione geografica e l’assenza di dirette vie di comunicazione.
La Valle Chisone, invece,  non è mai stata isolata dalle terre vicine, grazie alla presenza dei colli valicabili senza grandi difficoltà: attraverso il colle del Sestriere, che fino al 1934 faceva parte dei comuni di Pragelato e Sauze di Cesana, è  possibile raggiungere l’alta valle della Dora e successivamente il Briançonnais attraverso il Colle del Monginevro; dal colle di Costapiana si poteva scendere ad Oulx; la Valle di Susa è sempre stata raggiunta attraverso il Colle delle Finestre, percorso già in passato per frequentare i mercati e le fiere della Valle Susa. Sentieri ancora oggi  frequentati dagli escursionisti sono quelli che mettono in collegamento il vallone dell’Albergian con quello di Massello in Val Germanasca e quello che dal Colle della Roussa conduce in Val Sangone. Nel passato erano percorsi anche altri valichi oggi  quasi dimenticati: quello del Pis tra la Val Troncea e il vallone di Massello e il colle Clapier fra Bourcet e la Val Germanasca. Gli insediamenti neolitici rinvenuti in alcuni siti (ad esempio Balm Chanto a Roure) fanno pensare che la valle Chisone fosse abitata e transitata già dai tempi antichi. La strada romana che risaliva la valle, le persecuzioni religiose, il perdurante scontro fra il ducato di Savoia e il regno di Francia hanno segnato la vita della valle ed hanno lasciato sul posto numerose testimonianze (fortificazioni, fontane, meridiane, simboli del delfino, influenze sulla lingua…).



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