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MolinesL´Escarton del Queyras

A mezza via tra il polo e l´equatore.
Tramite la strada del Colle dell’Izoard, costruita nel 1893, dall’Escarton di Briançon si passa a quello del Queyras. Questo bacino interno rivolto verso ovest è stato scolpito dalle acque e dai ghiacciai che confluiscono verso il fiume Durance. Nel corso delle ere glaciali essi hanno largamente eroso le rocce scistose delle valli sospese del Queyras orientale (Molines, Abriès, Saint-Véran) e profondamente intagliato i calcari compatti della parte ovest.
Situato presso il 45° parallelo, a metà strada tra il polo e l’equatore, il Queyras è diventato un rifugio privilegiato per specie di origine diversa, anche caratteristiche del clima mediterraneo come la lavanda o il ginepro turifero, o addirittura del continente africano, come la “salvia d’Etiopia”. La localizzazione meridionale della valle permette la coltivazione dei cereali al di sopra dei 1800 metri di altitudine.

Uomini e montagna.
La colonizzazione antropica di questa zona è verosimilmente recente, verso il V o il VI millennio a.C.
Alcuni resti ritrovati a Saint-Véran sono stati datati al 1500 a.C. ed altri, della necropoli di Peyre-haute, sopra Guillestre, testimoniano di un insediamento stabile prima della conquista romana. E’ a questa popolazione, chiamata Quariates, che alcuni attribuiscono l’origine del nome del Queyras.
Il periodo di maggior prosperità di queste terre ha avuto corso a partire dalla metà del XIII secolo, quando la popolazione contava 1181 famiglie composte da un totale di 5000 persone. La costituzione dell’Escarton nel 1343, formato da sette Comuni (Arvieux, Abriès, Aiguilles, Chateau-Ville-Vieille, Molines, Ristolas e Saint-Véran) permise l’affrancamento dai canoni fondiari e dalle principali imposte ed un certo sviluppo delle attività commerciali, nonostante le difficoltà di collegamento con i territori circostanti. Un primo importante calo demografico si riscontrò in occasione della peste nera, che nel 1474 ridusse il numero dei nuclei familiari a 580. Le successive vicende storiche del Queyras generarono la progressiva riduzione della popolazione. Solo l’apertura dei collegamenti stradali con Guillestre e Briançon, a partire dal 1850, permisero lo sviluppo turistico della zona, favorito dalla politica di tutela del territorio avviata nel 1977 con la costituzione del parco naturale regionale.

All’ombra dei pini.
L’ambiente tutelato è caratterizzato da praterie alpine abitate dai camosci, lariceti frequentati dai forcelli e foreste di pino cembro, che rappresentano una curiosità e uno dei simboli floristici del Queyras, raggiungendo l’altitudine record di 2500 metri. Il legno di cembro è leggero èd è soprattutto utilizzato per l’ebanisteria locale. La foresta di pino uncinato costituisce la copertura arborea più elevata dei versanti assolati. Molto resistente, questo pino sopporta d’essere in parte rovinato dalle valanghe, e si sviluppa su terreni instabili come gli orridi di gesso. Tutto questo spiega perchè la flora del suo sottobosco è poco esuberante. Nel Queyras si trovano anche le falesie intagliate dai ghiacci e dalle acque torrenziali scese dell’alta Valle del Guil per raggiungere la Durance.  Le gorges del Guil e di Cristillan formano stretti corridoi ecologici che collegano l’ambiente di alta montagna a quello quasi mediterraneo della valle della Durance. Il pino silvestre si sviluppa senza problemi sul suolo siliceo e lo si incontra soprattutto nelle gorges del Guil, dove si adatta alle condizioni difficili dell’ambiente e contribuisce a fissare i suoli instabili. La conservazione del paesaggio e delle tradizioni locali consente di perseguire l’obiettivo dello sviluppo di un turismo sostenibile, oggi principale risorsa di questo territorio.

 

AbrièsAbriès, chapelle



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